Domanda

A fine anno 2019, ho acquistato un immobile in corso di ristrutturazione (categoria F/4), con cambio di destinazione d’uso residenziale. Visto che la normativa sul 110% non fa alcun riferimento alla categoria catastale e l’immobile è un edificio unifamiliare dotato di stufa fissa esistente, posso fruire del superbonus, anche in considerazione del fatto che la fine lavori, causa fermo cantiere per pandemia, slitterà al 2021?

Risposta

Alla luce delle regole valide per gli edifici di categoria catastale F/2 (che si ritengono applicabili anche agli immobili di categoria F/4, cui si riferisce il quesito), la risposta è positiva alle condizioni di seguito indicate.Con la risposta 326/2020 le Entrate hanno puntualizzato, in merito alla possibilità di fruire del superbonus in caso di interventi realizzati su una unità censita al Catasto fabbricati nella categoria catastale F/2 (unità collabenti), che il comma 1 dell'articolo 119 del decreto Rilancio (Dl 34/2020)dispone l'incremento al 110% della detrazione di cui all'articolo 14 del Dl 63/2013, nei casi ivi elencati. Analoga previsione è contenuta nel comma 4 del medesimo articolo 119 del decreto Rilancio per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 in ordine agli interventi antisismici di cui all'articolo 16 del Dl 63/2013.Relativamente alle detrazioni disciplinate nei citati articoli 14 e 16 del Dl 63/2013, nella circolare 19/E/2020 è stato ribadito che esse spettano anche per le spese sostenute per interventi realizzati su immobili classificati nella categoria catastale F/2 (unità collabenti) in quanto, pur trattandosi di una categoria riferita a fabbricati totalmente o parzialmente inagibili e non produttivi di reddito, gli stessi possono essere considerati come edifici esistenti, trattandosi di manufatti già costruiti e individuati catastalmente. Ai fini dell'ecobonus, per gli edifici collabenti, nei quali l'impianto di riscaldamento non è funzionante, dev'essere dimostrabile che l'edificio è dotato di impianto di riscaldamento rispondente alle caratteristiche tecniche previste dal Dlgs 311/2006 e che tale impianto è situato negli ambienti nei quali sono effettuati gli interventi di riqualificazione energetica. Ciò in quanto, ai fini dell'agevolazione, gli edifici oggetto degli interventi devono avere determinate caratteristiche tecniche e, in particolare, devono appunto essere dotati di impianti di riscaldamento funzionanti, presenti negli ambienti in cui si realizza l'intervento stesso.Questa condizione è richiesta per tutte le tipologie di interventi agevolabili a eccezione dell'installazione dei collettori solari per produzione di acqua calda e, dal 1° gennaio 2015, dei generatori alimentati a biomassa e delle schermature solari.Per effetto del richiamo contenuto nel citato articolo 119 del decreto Rilancio agli articoli 14 e 16 del Dl 63/2013 - secondo l'agenzia delle Entrate - i princìpi enunciati si applicano anche ai fini del superbonus al 110 per cento. Pertanto, nel caso dell'immobile collabente - nel rispetto di ogni altra condizione richiesta dalla norma agevolativa e fermo restando l'effettuazione di ogni adempimento richiesto - il contribuente può fruire del superbonus anche relativamente alle spese sostenute per gli interventi realizzati su di esso.