Domanda

A marzo 2018 ho acquistato un immobile, villa unifamiliare, e nell'atto di compravendita era presente un Ape (attestato di prestazione energetica) asseverato. Posso ritenerlo valido per accedere al superbonus del 110% oppure il documento è troppo datato e devo produrne un altro prima dell'inizio dei lavori?

Keyword :

Risposta

In base all’articolo 119, comma 3, del Dl 34/2020, ai fini dell’accesso alla detrazione del 110% gli interventi ex commi 1 e 2 (rispettivamente trainanti e trainati) devono rispettare i requisiti minimi previsti dal decreto Requisiti del Mise del 6 agosto 2020, e nel loro complesso devono assicurare, anche congiuntamente agli interventi di installazione dell'impianto fotovoltaico e dei relativi accumulatori ex commi 5 e 6, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o delle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari le quali siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno, oppure, se ciò non è possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’Ape (attestato di prestazione energetica) «prima e dopo l’intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata».A fronte del tenore letterale della norma riportata, il decreto Requisiti del ministero dello Sviluppo economico del 6 agosto 2020 si limita a stabilire che - per gli interventi di cui all’articolo 119, commi l e 2, del Dl 34/2020 - è obbligatoria la produzione degli attestati di prestazione energetica nella situazione ante e post intervento, e non sono ammessi gli attestati redatti tramite l’utilizzo di software basati su metodi di calcolo semplificati di cui al punto 4.2.2 dell’allegato l del decreto Linee guida Ape (articolo 7, comma 3). Ancora più scarna sul punto è la circolare esplicativa 24/E/2020 sul superbonus del 110 per cento, laddove le Entrate si sono limitate a parafrasare il testo di legge, per cui «il miglioramento energetico è dimostrato dall’Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E.), di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, ante e post intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata» (paragrafo 3, «Requisiti per l’accesso al superbonus»).L'Enea, però, ha recentemente dato una risposta definitiva, che ben si adatta al quesito del lettore, con una delle Faq (la risposta n. 5) sul “Superbonus 110%”, pubblicate sul suo sito internet, dove si legge che «l'Ape ante intervento deve riferirsi alla situazione esistente alla data di inizio dei lavori». Pertanto, siccome gli Ape sono validi fino a dieci anni (la validità è indicata sull'attestato stesso), possono essere utilizzati, secondo l'indicazione dell'Enea, anche quelli di anni precedenti, in corso di validità, se nell'immobile non sono stati effettuati lavori o interventi che abbiano influito sulle sue prestazioni energetiche, e se, quindi, la situazione “valutata” è la stessa esistente alla data di inizio dei lavori. Diversamente, nel caso in cui, da quando è stato fatto l'Ape, siano stati eseguiti interventi influenti dal punto di vista energetico, come la sostituzione delle finestre o della caldaia, allora tale attestato non può più considerarsi valido come “Ape ante intervento” ai fini del superbonus del 110%, ma occorrerà ottenere un nuovo attestato che “fotografi” la situazione energetica esistente alla data di inizio dei lavori.